AGLIE - Mangiare in canavese 6.0

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Agliè

La città si trova sul sito di Alladium, un'antica città romana.
Il nucleo originario era con buona probabilità situato sulle colline della frazione Madonne delle Grazie, già menzionato in alcuni documenti risalenti al 1019. A quel tempo Agliè era un castello edificato per difendere Macugnano. Il nome di Agliè compare per la prima volta in documenti del 1141: i feudatari  del Canavese si divisero il territorio, ed il paese divenne uno dei possedimenti dei San Martino di Rivarolo e di Agliè. Nel 1386 nella zona adiacente al paese scoppiò una violenta ribellione dei popolani e dei contadini verso i notabili, che fu stroncata nel sangue da Amedeo VII di Savoia, detto anche Conte Rosso. Forse grazie al suo buon governo Agliè non prese parte a tale ribellione che venne ricordata con il nome di Tuchinaggio.

Agliè comunque subì le lotte intestine tra Guelfi di San Martino d'Agliè e Ghibellini dei Conti di Valperga. Attorno all'anno 1350 il borgo fu saccheggiato per due volte da truppe mercenarie che risparmiarono il castello. L'imperatore Carlo IV, nel 1355 donò ai Marchesi del Monferrato molte possedimenti fra cui Agliè. Tuttavia questo non fu sufficiente a far terminare i violenti contrasti tra i feudatari canavesani e Agliè ne subì pesantemente le conseguenze, con devastazioni, incendi e razzie che si susseguirono per diversi anni.

Nel 1391 grazie ai Savoia giunse la pace. Gli alliadesi chiesero ai loro signori, i Conti di Agliè, alcune concessioni e privilegi ottenendoli grazie alla fedeltà dimostrata ai loro feudatari al tempo del Tuchinaggio. Successivamente nel 1448 vennero concessi gli statuti comunali. Grazie ai Savoia crebbe l'influenza dei Conti di Agliè che estesero la loro influenza e su Ozegna, Bairo, Salto Canavese, Torre, Rivarolo Canavese, Castelnuovo Don Bosco, e parte di Pont Canavese. Agliè subi anche le conseguenze per la guerra tra i Savoia e la Francia, avvenuta dopo la metà del XVI secolo.

Quando giunse la pace nel 1561 i Conti di Agliè giurarono fedeltà al duca Emanuele Filiberto di Savoia. Il Seicento vide la comparsa sulla scena storica un'importantissima figura per il paese: Filippo San Martino di Agliè. Nato nel 1604, divenuto militare, nel 1630 divenne luogotenente della Compagnia delle Corazze di Vittorio Amedeo I, che al momento della sua morte lasciò un figlio troppo giovane per la successione, per cui la madre Maria Cristina di Borbone-Francia, figlia di Maria de' Medici ed Enrico IV, assunse la reggenza. In quel periodo si crearono due fazioni: i madamisti e i principisti. Filippo fu madamista e divenne ministro, consigliere personale e favorito di Cristina. Carlo Emanuele grazie alle sue doti diplomatiche riuscì a mantenere il trono. Per il sostegno dato al giovane duca Filippo si inimicò diverse persone tra cui il cardinale Richelieu che, nel 1640 lo fece arrestare, ma venne poi liberato solo alla morte del cardinale. Abbandonata la politica si diede a vita privata occupandosi del restauro ed ampliamento del Castello di Agliè coadiuvato dall'architetto Amedeo Cognengo di Castellamonte. Morto nel 1667 Filippo, il castello non vide più restauri per almeno i 100 anni successivi, se si esclude la scala dell'architetto Michela del 1774.

Nel 1764 il feudo di Agliè passa a Carlo Emanuele III che lo rivendette al suo secondogenito Benedetto Maria Maurizio, duca del Chiablese. Questi incaricò l'architetto Ignazio Birago di Borgaro di ricostruire e ampliare il castello soprattutto sul lato verso la piazza. Tra il 1767 ed il 1775 vennero costruite delle gallerie che collegavano la chiesa al castello.

Durante la dominazione napoleonica il borgo venne invaso nel 1796 dai francesi, il castello fu depredato dei pregevoli mobili e delle suppellettili. Nel 1825 Carlo Felice venne in possesso del castello e ne affidò il restauro all'architetto Borda di Saluzzo, che ne costruì anche il piccolo teatro interno.

Il Castello ducale e la chiesa parrocchiale
È conosciuta per l'importante castello ducale che fa parte del circuito dei castelli del Canavese. Risalente al XII secolo, originariamente fu proprietà dei conti San Martino di Agliè.
Trasformato nel XVII secolo in un palazzo signorile dal conte Filippo di Agliè, fu devastato durante l'invasione francese del 1706; venne poi acquistato nel 1765 da Carlo Emanuele III di Savoia per essere ristrutturato in maniera radicale dieci anni dopo su disegno di Ignazio Birago di Bòrgaro. Residenza estiva dei Savoia, il castello presenta una facciata monumentale con due rampe di accesso e con un ampio giardino con fontana. La chiesa parrocchiale del 1775 è stata costruita su disegno sempre di Ignazio Birago. Attualmente è composto da ben 300 stanze, per la maggior parte arredate con mobili d'epoca. L'edificio è circondato dal giardini all'inglese e all'italiana, e da un grande parco ricco di fiori rari ed alberi secolari, è impreziosito da una fontana monumentale, progettata dai fratelli Collino. Nel 1939 i principi di Savoia-Genova vendettero allo stato il castello per la somma di 7 milioni di lire, approssimativamente 5.590.000 € al settembre 2007. È stato il set delle riprese della fiction "Elisa di Rivombrosa" di Cinzia TH Torrini.


Villa Il Meleto
Villa Il Meleto, così chiamata perché il viale d'ingresso e il terreno confinante erano coltivati a frutteto, fu la residenza estiva del poeta Guido Gozzano.
Costruzione risalente alla seconda metà dell'Ottocento, era proprietà del Senatore Massimo Mautino. La villa fu donata dal Senatore alla figlia Deodata in occasione delle sue nozze con l'ingegnere Fausto Gozzano e fu utilizzata come soggiorno estivo della famiglia, dopo il trasferimento della residenza a Torino. Nel 1904 Guido Gozzano e la madre iniziarono il restauro dell'edificio giungendo al risultato ancora visibile oggi: una villa con balcone al primo piano e la facciata affrescata da glicini, secondo il gusto liberty che andava diffondendosi; attorno un giardino romantico e poco distante il frutteto e uno stagno con l'isoletta dello chalet (oggi demolito).
L'edificio fu venduto nel 1912 come nuda proprietà ad un contadino, il sig. Brunasso, e rimase dunque alla famiglia Gozzano la possibilità di continuare ad abitarla.
Nel 1945 la villa fu acquistata dalla signora Edvige Gatti Facchini che cercò di ritrovare gli arredi mancanti. Nel 1972 la villa passò al dottor Francesco Conrieri che la restaurò facendo minuziose ricerche in modo da riportarla ad uno stato molto simile a quello descritto da Gozzano nelle sue poesie.
Gozzano, durante le sue lunghe permanenze al Meleto che alternava ai soggiorni a Torino, diede vita ad una grande produzione poetica dai toni dannunziani prima, con l'ironia borghese e realistica e con i toni della scapigliatura poi. L'eleganza e l'estetismo non caratterizzarono solo la sua opera letteraria: la sua coerenza all'ideale di vita che lo spingeva a fondere vita e poesia, lasciò che il suo personaggio apparisse dandy e raffinato.[8] Il famoso salotto di Nonna Speranza, arredato in stile liberty, è immortalato nella poesia L'amica di Nonna Speranza. Oggi è possibile visitare il frutteto con il giardino e, dentro l'edificio, il salotto di Nonna Speranza, la sala da pranzo, lo studio con la biblioteca e la camera da letto di Guido Gozzano.
A ricordo del grande poeta canavesano da alcuni anni vengono organizzati eventi culturali legati a diverse forme di espressione artistica.


Altri edifici di pregio
  • Chiesa di Santa Marta
    È un prezioso esempio di architettura barocca, opera di Costanzo Michela, a cui si deve anche la costruzione del Santuario di Santa Maria delle Grazie a Macugnano. Molto particolare il campanile costruito con un'insolita pianta triangolare.
  • Parrocchiale di San Massimo
    Sorge nella piazza Castello e fu costruita da Ignazio Birago di Borgaro.
  • La Rotonda
    In cima alla collina sorge il Santuario di Santa Maria della Rotonda; originata da un tempio pagano, la cappella primitiva fu ricostruita diverse volte fino alla forma attuale (fine secolo XVIII).
  • Chiesa di San Gaudenzio
    Dal 1300 al 1580 fu la chiesa parrocchiale di Agliè; sull'altare maggiore si può ammirare il Crocifisso ligneo, opera dello scultore Carlo Giuseppe Plura di Lugano (1663-1737); nella seconda cappella sul lato destro sorge la tomba di Guido Gozzano.
  • Santuario della Madonna delle Grazie
    Progettato da Costanzo Michela su una cappella preesistente. È conosciuto anche come Tre Ciochè (Tre campanili), in quanto dotato una cuspide e due campanili.
  • Palazzo Facta o de Pavignano
    Situato in Piazza Castello sul lato opposto al Palazzo Ducale e di fianco alla Chiesa Parrocchiale, è oggi di proprietà del demanio dello Stato, ed è in stato di conservazione pessimo. Appartenne ai Conti Bardesono de Pavignano.
  • Setificio di Agliè
    Fondato nel '700, nel XIX secolo contava diverse centinaia di dipendenti. Sorge lungo il torrente che attraversa il paese. Di notevole imponenza il portale su Piazza Setificio, dove è anche presente un peso a bilico oggi in disuso.







Tratto da:



Strada Feletto, 2
10011 Agliè (TO)
Tel. 0124 33522
Cell. 347 0512965

Via Principe Amedeo, 30
10011 Agliè (TO)
Tel. 0124 33354

Agriturismo La Svizzera
Strada Provinciale di Agliè, 1
10011 Agliè TO
Tel. 0124 429009

Strada Feletto, 2
10011 Agliè (TO)
Tel. 0124 33522
Cell. 347 0512965

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10011 Agliè TO
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Antico Borgo
bed & breakfast
Via Principe Tommaso 30
10011 Aglie

La Cascina
bed & breakfast
Vicolo Campodoneo 9
10011 Aglie



Azienda Agricola Vitivinicola Silva
Cascine Rogge, 1
10011 - Agliè - Torino
Cell.  +39 347 30.75.648

Azienda Agricola Cantina Massoglia
Via Fontanasse 1
10011 Agliè (To)
Cell.  +39  347.0636199
Cell.  +39 347.9060934
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