ERBALUCE DI CALUSO - Mangiare in canavese 6.0

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Erbaluce di Caluso
Erbaluce di Caluso DOCG: il principe delle tavole
Un vino leggendario tipico della zona del canavese perfetto con i menù a base di pesce.

Storia e zona di produzione dell’Erbaluce
In una terra come il Piemonte, famosa soprattutto per i grandi rossi delle Langhe, prodotti con il nebbiolo, i vini bianchi non hanno certo vita facile. Tuttavia ci sono diversi vitigni a bacca bianca autoctoni piemontesi molto interessanti. Uno di questi è l’erbaluce, coltivato a Caluso, nel canavese, a nord di Torino. Si tratta di una zona collinare di carattere prealpino con ottime esposizioni, che può vantare tradizioni che risalgono al periodo dell’antica Roma. L’Erbaluce è un vino territoriale, presente solo in una piccola area circoscritta, dove ha trovato la sua culla d’elezione. Grazie ai suoi aromi eleganti e alla sua spiccata acidità, si presta anche a essere vinificato in versione Passito, oltre che nella tipologia classica.

Il vitigno e le caratteristiche dell’Erbaluce
L’erbaluce è un vitigno autoctono piemontese a bacca bianca, Il suo nome nasce dalla favola di Albaluce. La leggenda narra che il Sole e la Luna, innamorati l’uno dell’altra, non riuscissero mai neppure a sfiorarsi nel cielo. Galeotta fu un’eclisse e dal loro fugace ma appassionato incontro nacque Albaluce, così bella che gli abitanti le offrivano ogni sorta di dono della terra, fino alla loro rovina. Dalle lacrime di Albaluce nacquero tralci di vite con grappoli di uva bianca, l’erbaluce. In realtà, pare sia una varietà originaria proprio dalla zona del Canavese e da secoli coltivata in queste terre. È un’uva vigorosa e produttiva, con grappoli dalla forma allungata dagli acini di colore giallo brillante. L’erbaluce è un vitigno aromaticamente intenso e molto interessante per la sua grande duttilità. Si presta, infatti, a essere vinificato secco, in versione Passito o a essere spumantizzato. Il vino ha un colore giallo paglierino. Il profilo olfattivo è fine, elegante, leggermente aromatico. Il sorso è caratterizzato da vibrante freschezza, che dona slancio e piacevole scorrevolezza. La versione Passito ha un colore giallo oro con riflessi ambrati. Il bouquet è suadente con note di miele, frutta candita e frutta secca. Al palato ha un perfetto equilibrio tra morbida dolcezza fruttata e acidità.

Erbaluce: denominazione e consorzio
L’Erbaluce di Caluso già insignito della DOC nel 1967, ha ottenuto il massimo riconoscimento della DOCG nel 2010. È prodotto nei territori di diverse province piemontesi, in particolare nei comuni di Agliè, Azeglio, Bairo, Barone, Bollengo, Borgomasino, Burolo, Caluso, Candia Canavese, Caravino, Cossano Canavese, Cuceglio, Ivrea, Maglione, Mazzè, Mercenasco, Montalenghe, Orio Canavese, Palazzo Canavese, Parella, Perosa Canavese, Piverone, Romano Canavese, San Giorgio Canavese, San Martino, in provincia di Torino; nei comuni di Roppolo, Viverone e Zimone in provincia di Biella; nel comune di Moncrivello in provincia di Vercelli. La base ampelografica, anche per le versioni Spumante e Passito, è definita dal disciplinare in erbaluce in purezza. Il titolo alcolometrico minimo deve essere di 10% per le tipologie Erbaluce di Caluso, Passito e Passito Riserva, e di 9,5% per la versione Spumante. L’Erbaluce di Caluso Passito, prima di essere messo in commercio, deve essere sottoposto a un periodo d’invecchiamento di 36 mesi e la versione Erbaluce di Caluso Passito Riserva di 48 mesi.

Zone di produzione del vino Erbaluce di Caluso DOCG
È prodotto nei comuni di Agliè, Azeglio, Bairo, Barone, Bollengo, Borgomasino, Burolo, Caluso, Candia Canavese, Caravino, Cossano Canavese, Cuceglio, Ivrea, Maglione, Mazzè, Mercenasco, Montalenghe, Orio Canavese, Palazzo Canavese, Parella, Perosa Canavese, Piverone, Romano Canavese, San Giorgio Canavese, San Martino Canavese, Scarmagno, Settimo Rottaro, Strambino, Vestignè, Vialfrè, Villareggia, Vische, Moncrivello, Roppolo, Viverone e Zimone.

Temperatura di servizio e abbinamenti dell’Erbaluce
L’Erbaluce di Caluso DOCG si serve a una temperatura di 8/10 °C. È un vino per accompagnare antipasti di mare, primi piatti con crostacei o frutti di mare, pesce alla griglia o fritture. Da provare con piatti vegetariani e con formaggi freschi. La versione Passito si serve a una temperatura di 122/14 °C e si abbina a piccola pasticceria secca o a formaggi stagionati o erborinati.
ERBALUCE DI CALUSO

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